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Armada
Prima Parte

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Intervista con Tracy Tormé

La Acclaim Comics è orgogliosa di annunciare che ha acquistato I Viaggiatori mentre il titolo "Armada" era in stampa. La serie ritornerà questa primavera (primavera del 1996, quindi il primo numero è uscito in ritardo (giugno 1996), ndT), per una stagione tutta nuova che promette più azione e continuità di prima. Ma Jeff Gomez, Line Editor, e Jeof Vita, suo vice, non vogliono copiare l'eccitazione e il thrilling che troverete nella serie TV: sarebbe troppo facile! Da questo febbraio, la miniserie I Viaggiatori seguirà le gesta di un piccolo gruppo di persone che attraversano dozzine di dimensioni parallele alla ricerca di Terra Primaria, il mondo dal quale essi provengono. Nella prima storia, essi incrociano una nuova minaccia: una potente razza di esseri orribili in grado di controllare il viaggio e che conquistano tutti i mondi che trovano!

Il fumetto si adatterà alla continuity della serie, espandendo lo sfondo dei quattro viaggiatori e introducendo nuovi eroi e minacce nel loro universo. Recentemente, Jeof Vita ha avuto l'opportunità di parlare dello show e più in generale della fantascienza e dei fumetti con il creatore de I Viaggiatori, Tracy Tormé

Sei eccitato nel vedere le tue creature finire sui fumetti?

Certo! Le persone che mi conosco bene sanno che sono il primo a dirvi che ero in fibrillazione nel sentire le notizie che ci davano una miniserie a fumetti. È grandioso vedere il proprio lavoro interpretato da altri media e, da un punto di vista produttivo, possiamo esplorare molto di più nel fumetto di quanto possiamo fare nello spettacolo televisivo. Nei fumetti non siamo limitati dai budget sugli effetti speciali o da qualcosa di simile. Non ci sono limiti nei fumetti.

Sei un appassionato di fantascienza?

Si, lo sono. La fantascienza è con me da una vita e non vorrei dire di avere oltrepassato il limite sopportabile. I miei spettacoli preferiti erano The Outer Limits (Oltre i limiti) e Twilight Zone (Ai confini della realtà). Mi è piaciuto pure The Prisoner (Il Prigioniero, nel giugno 2003 trasmesso da Italia Uno). Come potete vedere, c'è sempre stato un interesse in me. In più come molti ragazzi, sono cresciuto leggendo fumetti e volando, con la fantasia, su mondi sconosciuti. Perché fermarsi ora?

Come è nato I Viaggiatori?

Beh, la prima idea mi provenne da un libro che lessi tempo addietro. Su di esso, George Washington era fermo su di un cavallo quando otto o più soldati inglesi uscirono improvvisamente dietro di lui e gli puntarono i fucili. Essi spararono e, miracolosamente, nessuno centrò il bersaglio. Ora, che cosa sarebbe successo se UNO lo avesse colpito? Tutta la storia sarebbe cambiata totalmente. Una decisione presso un punto del tempo influisce su tutto quello che viene dopo. La decisione di creare la serie mi venne durante il mio lavoro su "Star Trek: The Next Generation". Incontrai Gene Roddenberry e mi trattò molto bene. Ci incontrammo attorno alla sua scrivania e parlammo della sua creazione e delle sfide che aveva portato. Questa chiaccherata, assieme al fatto che la serie è nata dal nulla, mi incentivò l'interesse a creare il mio programma televisivo personale.

Da quanto tempo lavoro in televisione?

Ho iniziato molto presto. Avevo vent'anni e iniziai a lavorare su due serie comiche, SCTV e Saturday Night Live. Ho lavorato a quel circuito per un po' e negli ultimi quindici anni sono rimbalzato qui e là tra televisione e film.

Che cosa mi dice della nuova stagione in cantiere?

La nuova stagione sarà la continuazione delle avventure dei nostri Viaggiatori. Cercheremo di andare in nuove direzioni, ma rimarrà lo stesso impianto della serie. I nostri eroi capiranno che nessuno conosce esattamente quanti mondi paralleli esistano, ed essi andranno a visitarne quanti ne è possibile! Ci saranno alcuni cattivi ricorrenti e la tensione crescerà all'interno del gruppo.

Crede nel viaggio interdimensionale?

Mmmh... È come chiedere se uno crede in Dio. Personalmente, io credo che ci sia una possibilità che esistano. Ci sono prove a loro sostegno, perciò non potrei dire che io ci creda, di per sé, ma in sostanza credo in quella possibilità.

Quanto vicine saranno fumetti e show televisivo?

Il mio obiettivo è che il fumetto sia il più simile possibile ai personaggi e alle vicende. Ci sarà una realtà comune al fumetto e alla TV: chi compra il fumetto per la prima volta deve riconoscere i personaggi e le vicende anche in TV. I fumetti possono far conoscere ancora di più Sliders: noi ce ne avvantaggeremo di certo.

 

 

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